Warm Bodies; Il trash, quello godibile…

Il 7 febbraio 2013 esce nelle sale italiane “Warm Bodies”, film scritto e diretto da  Jonathan Levine, basato sul romanzo di Isaac Marion, che parla della storia d’amore tra l’umana Julie (Teresa Palmer) e lo zombie R (Nicholas Hoult). La pellicola è infatti ambientata in un’ipotetico futuro apocalittico dove la terra è popolata da zombies. Di questa categoria, fa parte R il protagonista del film che durante una simpatica “gita” per cibarsi insieme ad altri zombies incontra un gruppo di umani di cui fa anche parte Julie, protagonista femminile della storia. Quando R la vede se ne innamora all’istante, tanto da salvarla dagli zombie portandola con sé. 

Warm Bodies è una sorta di Romeo e Giulietta (dal quale prende largamente spunto senza neanche nasconderlo più di tanto) in chiave apocalittica. Molti lo hanno definito come una sorta di twilight ma sento di dissociarmi in quanto Warm Bodies è decisamente meno imbarazzante e più godibile della saga sui vampiri glitterosi. Il film certo non è un capolavoro e nel corso della pellicola presenta degli scivoloni da non ignorare ma ha anche dei punti che mi hanno colpito piacevolmente. Il mio parere è che Jonathan Levine abbia creato un prodotto mediocre che sa bene di esserlo. Non mente al pubblico facendo credere che sia qualcosa di più di una storia d’amore, perchè non lo è, ed anzi ci regala qualche risata che nei film romantici molte volte non è da dar per scontata. Warm Bodies riesce a far bene il suo lavoro intrattenendo il pubblico per tutta la sua durata senza annoiare mai ma senza neanche stupirci eccessivamente. Un film da aggiungere alla lista di quelli da vedere prima di morire? Non di certo, ma neanche uno di quelli da evitare come la peste, anzi come gli zombies.

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